Un’esperienza consolidata nel mondo del real estate, che lo ha fatto approdare a P3 nell’headquarter di Milano, indiscussa capitale degli investimenti immobiliari italiani, là dove tutto succede…Conosciamo meglio Giuliano Casale, dal 2018 Development Manager: una figura chiave nelle strategie di crescita del Gruppo sul mercato italiano

Quale è il valore aggiunto che la tua figura professionale ha dato a P3?

Quello che ho portato in dote a P3 è il mio personale network di conoscenze del mondo della GDO, maturato in anni di expertise nello sviluppo immobiliare retail. Un settore in grande espansione, che sta vivendo oggi come non mai una forte accelerazione verso la strada dell’e-commerce: un’opportunità di crescita anche per P3, e una sfida futura che siamo pronti a raccogliere.

Cosa ti stimola del mondo Logistic Real Estate?

La cosa affascinante di questo settore è vedere la concreta realizzazione della propria attività lavorativa, con il completamento degli immobili. “Concretezza” è la parola chiave. Mi piacciono tutti gli step, persino l’iter amministrativo, con il superamento della burocrazia, delibera dopo delibera. E’ un mondo fluido, statico solo in apparenza. Oggi c’è una norma, domani tutto cambia: ci vuole un forte spirito di adattamento al mercato e tutto questo è davvero adrenalinico. Inoltre apprezzo molto le fasi della negoziazione ed i contatti interpersonali.

Come sono stati i tuoi inizi in P3 e come è cresciuta la tua figura professionale?

Sono entrato a far parte dell’azienda da un tempo relativamente breve, ma il mio percorso di crescita è stato rapido e stimolante. Il team di sviluppo si occupa prevalentemente di analizzare le opportunità di investimento e dettagliare rischi e rendimenti futuri, oltre a e seguire lo sviluppo nel mercato italiano. Altro step importante è il coordinamento con i colleghi del settore finance e construction; un processo complesso, dove la mia valutazione personale resta però fondamentale, per garantire rendimenti soddisfacenti per il Gruppo

Come gestisci la sfida del cambiamento?

Il cambiamento lo vivo in parallelo con P3, che è essa stessa fonte ed ispirazione di cambiamento. In soli due anni ho visto l’azienda evolversi tantissimo, e non mi riferisco solo al normale turn over delle risorse. E’ mutata la policy, l’approccio al mercato, a ritmo serrato. Si respira un dinamismo impressionante e questo rende ancora più entusiasmante far parte del team.

Tu e P3, vi siete SCELTI.

In P3 apprezzo moltissimo l’incredibile attenzione ai suoi dipendenti: è un’azienda people oriented nel DNA, oltre che customer oriented. Faccio solo un esempio: appena all’inizio dell’emergenza Covid-19 immediatamente è stato attivato lo smart working, a tutela della salute di tutti. Disponibilità immediata anche di ricevere mascherine protettive dall’Headquarter di Praga. Ma anche in situazioni di normalità questa attenzione alla persona è il mood dominante. Mi piace il continuo feedback che ogni risorsa riesce ad instaurare col proprio responsabile di funzione. La domanda come stai? Va tutto bene? Viene posta sempre. E non si tratta di una domanda retorica. Altra cosa che apprezzo molto è lo spirito di voler sempre celebrare i successi, come ad esempio nei team building, grazie ai quali ci sentiamo davvero parte della squadra.

Quali sono le tue passioni, extra lavoro?

Pratico tennis e sci. Mi piacciono molto entrambi questi sport: mi aiutano a rimanere concentrato e positivo nel mio pensiero. Lo sci, in particolare è una passione che coltivo con la mia famiglia; seguiamo mia figlia che ha 10 anni nell’attività agonistica e nelle gare nazionali. È uno sport affascinante perché in 20 secondi ti giochi tutto: basta una scivolata per buttare via una stagione.